Maurice Hall e un giovane attraente, non brillantissimo e un po&apos snob, esasperato dalla perfetta normalita borghese che lo circonda. Nell&aposambiente sofisticato di Cambridge ha conosciuto l&aposaristocratico Clive Durham: colto, intelligente, di incrollabili principi, che lo ha iniziato all&aposomosessualita, vissuta pero in totale astinenza platonica, come «sublimazione morale e culturale». Invece Maurice - scrive Tommaso Giartosio - «pensa l&aposomosessualita come dato di Natura. Gli interessa il corpo, l&aposamore anche nella sua dimensione carnale». Quando Clive sceglie la rispettabilita del matrimonio, l&aposidillio finisce. Ma proprio a casa di Clive, Maurice conosce Alec Scudder, il guardacaccia che sara il grande, travolgente amore della sua vita. Scritto fra il 1913 e il &apos14 ma rimasto inedito per volonta dell&aposautore fino alla sua morte, Maurice e uno dei primi romanzi a dar voce all&aposesperienza omosessuale, in un&aposepoca e in un contesto in cui era considerata reato. Ma il romanzo va ben oltre l&aposintento dimostrativo. E una narrazione raffinata e coinvolgente, una condanna della repressiva societa vittoriana, ma soprattutto e il racconto della scoperta di sé e una storia d&aposamore indimenticabile e universale: «Tutto Maurice costituisce un drammatico, appassionato cenno rivolto al futuro» commenta ancora Giartosio. «Il libro e un bacio al lettore. Una carezza. Uno schiaffo, anche.» «Un lieto fine era imprescindibile» scrisse infatti Forster nel 1960, «in caso contrario, non mi sarei neanche messo a scrivere. Avevo deciso che, almeno nella finzione, due uomini dovevano amarsi e restare innamorati per l&aposeternita, l&aposeternita che la finzione consente: in questo senso, Maurice e Alec vagano tra i boschi ancora oggi».